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A Perugia il secondo seminario in vista dell'appuntamento del 2013

Sussidiarietà e buona politica per superare la crisi
 
Superare la crisi all’insegna della sussidiarietà. Denunciando le disuguaglianze che pesano sul Paese, sia a livello territoriale, sia tra i corpi sociali, con una famiglia che viene “punita” anziché premiata. Sapendo che il tempo per invertire la rotta è poco. Sono alcune linee di pensiero e impegno del seminario svolto oggi a Perugia dal Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali ha proposto alla riflessione “Vivere la comunità, costruire un nuovo welfare. Le famiglie, il terzo settore, le pubbliche amministrazioni, le imprese”. La famiglia, difatti, è l’ambito di riferimento della prossima Settimana Sociale, vista “come prospettiva che si apre sulla città”, ha sottolineato il presidente del Comitato e arcivescovo di Cagliari, mons. Arrigo Miglio, nella convinzione che “secondo lo spazio e il ruolo che viene dato alla famiglia cambia la fisionomia di una civitas”. Ma, ha aggiunto l’arcivescovo, “se vogliamo far riscoprire la fecondità di una famiglia rimessa al centro abbiamo bisogno di una civitas capace di sussidiarietà e libertà vera”.

La politica per la vita dell’uomo. “L’espressione ‘vivere la comunità’ rimanda al modo in cui l’uomo si colloca nel mondo e può essere condensata con la parola politica, nella sua accezione più alta possibile”. Portando il saluto della diocesi di Perugia-Città della Pieve l’arcivescovo e vicepresidente Cei, mons. Gualtiero Bassetti, ha riflettuto sul valore della politica con le parole di Giorgio La Pira, che la definiva “impegno di umanità e santità”. “La politica – ha richiamato – non è un’attività sconveniente o compromissoria per l’anima umana ma è, invece, una prassi intimamente legata con la vita dell’uomo”. Che sia a livello locale, “legata a una forma di rappresentanza sociale o di categoria” o “nel “piccolo gruppo di volontariato”, oppure “nella veste ufficiale di un’assemblea elettiva dello Stato”, filo comune è “il vincolo di responsabilità nei confronti della comunità, piccola o grande che sia”. L’arcivescovo ha quindi ricordato la “drammatica crisi economica” che sta attraversando l’Occidente, le cui radici “vanno rintracciate in un’ancora più drammatica crisi morale”. In questo contesto “nasce quindi l’esigenza di pensare ed elaborare nuove strategie d’intervento” , dove il compito della politica e dei politici cattolici è “saper fornire delle proposte concrete, indicare le strade da percorrere e, quindi, saper dare delle risposte”.

Intervenire subito. Però non si può perdere tempo, “ci sono cose che vanno fatte adesso”, ha messo in guardia l’economista Luigi Campiglio mostrando i dati della crisi, con una capacità di risparmio degli italiani passata dal 20% nel 1995 al 9% odierno (dove però molti non riescono più neppure a far fronte alle spese quotidiane). “I due grandi soggetti che storicamente sono stati il motore del Paese – la famiglia e l’impresa – sono in crisi”, ha osservato l’economista, per il quale l’idea del “piccolo è bello” applicata tanto all’imprenditoria quanto alla dimensione delle famiglie ormai “ha raggiunto livelli di non sostenibilità”. “L’Italia – ha precisato – è il Paese in cui la percentuale di occupati di classe zero (lavoratori autonomi senza dipendenti, ndr) è di gran lunga la più grande in Europa”. D’altro canto “oggi siamo preda dei mercati”, con tre fattori che stanno riducendo la ricchezza del Paese: la speculazione degli investitori stranieri sul debito italiano, come pure i dividendi delle aziende italiane quotate in borsa che finiscono oltre confine e, in terzo luogo, le rimesse degli extracomunitari che lavorano in Italia. Dunque, è tempo di muoversi, ha concluso il docente riferendosi alle istituzioni, ricordando la storica “capacità del Paese di risollevarsi in tanti modi, sempre e comunque”, ma pure che “la differenza di oggi rispetto al passato è che i tempi sono stretti”.

Buone pratiche e sussidiarietà. L’impegno per “vivere la comunità” passa dalla sussidiarietà, che “deve investire tutta la vita sociale, in tutte le sue dimensioni”, ha rimarcato Pierluigi Grasselli, docente all’Università di Perugia, evidenziando come il concetto sia costantemente presente nel magistero della Chiesa. Presupposto di fondo è “la libertà della persona, nella sua dimensione sociale e istituzionale”. Famiglia, terzo settore, imprese e amministrazioni pubbliche sono “protagonisti” di quest’impegno quando sono capaci di “buone pratiche”, hanno evidenziato le testimonianze di Simone Pillon (Forum delle famiglie), Johnny Dotti (presidente Welfare Italia), Maurizio Bernardi (sindaco di Castelnuovo del Garda) e Valter Baldaccini. Quest’ultimo, in particolare, ora azionista e amministratore delegato di Umbria Cuscinetti, ha portato l’esperienza di un’azienda ceduta dalla multinazionale che la deteneva e da lui comprata, in cordata con altri imprenditori, “per tutelare le 190 famiglie che vi lavoravano”. Un’operazione commerciale che poi si è rivelata di successo, grazie anche al “clima di fiducia” che si è creato all’interno. E che oggi, con tante realtà imprenditoriali in difficoltà, può costituire un esempio per guardare con più fiducia al futuro.

a cura di Francesco Rossi, inviato Sir a Perugia 
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