Le intense e ricche giornate della Settimana Sociale di Reggio Calabria hanno prodotto contenuti molto significativi, fedelmente trasfusi ed interpretati nel documento conclusivo, che chiedono di essere diffusi nel tessuto vivo delle nostre comunità e per quanto reso possibile dalla dialettica democratica della nostra società, di essere applicati e sperimentati.
Il titolo dato al documento Un cammino che continua… dopo Reggio Calabria, ispira ad aprire nuove riflessioni più circoscritte, relative anche alla vita e alle condizioni di determinate aree geografiche del nostro paese.
La diocesi di Benevento ha accolto linteresse a che vada in questa direzione.
Intendendo accogliere dunque questo invito ed avvertendo irrinunciabile, come è ben scritto nel documento, la responsabilità per il bene comune come quotidiano e costante impegno a trasformare il vivere sociale in città, la diocesi di Benevento ha individuato la tematica del lavoro giovanile nel Mezzogiorno avvertendola di prioritario interesse per le nostre comunità, proponendo di affrontarla in collaborazione con il Comitato Scientifico ed Organizzatore, nella forma di un seminario di studio inquadrato nelle iniziative del dopo Reggio Calabria previsto per il 5 novembre 2011 alle ore 9,00.
Partendo da una lettura approfondita delle dinamiche del lavoro giovanile nelle aree interne della Campania e nel più ampio Mezzogiorno ed analizzando le relative conseguenze in termini di mobilità sociale, si svilupperanno alcuni profili particolarmente significativi della tematica scelta:
- la precarietà del lavoro e le implicazioni sulle prospettive più generali di futuro per le nuove generazioni, come sullintera società. Fenomeno questo più diffuso tra i giovani del Mezzogiorno che del resto del paese, così come è impressionante il numero di ragazzi inattivi (secondo i dati Svimez sono 1.162.000 i giovani del Sud fra i 25 e i 34 anni inattivi nel 2010, cioè il 41% della popolazione di riferimento contro il 16,7% del Centro- Nord);
- limportanza di incentivare il fare impresa e la cooperazione da parte dei giovani, come leva per uno sviluppo costruito su basi solide e non artificiali. In questo senso, le esperienze e le metodologie del Progetto Policoro costituiscono un modello da offrire alle comunità civili meridionali;
- il valore dellagricoltura come nuova opportunità per i giovani del Sud, soprattutto sotto laspetto dellimpresa. Paradossalmente, proprio nel momento in cui vi è un massiccio abbandono dellagricoltura da parte dei giovani, si possono mettere in atto strategie che possono trasformare quello che è un grande punto di debolezza in una nuova opportunità;
- unattenzione più mirata alla formazione in generale e a quella professionale e tecnica in particolare. In questi ultimi anni vi sono segnali di crescente disaffezione dei giovani meridionali verso la scuola, soprattutto verso listruzione superiore ed avanzata. Ciò è frutto di una sfiducia nella resa dellinvestimento formativo. E importante capire quali azioni mettere in campo per fronteggiare questa deriva che potrebbe risultare molto deleteria per il Sud;
- come invertire la fuga dei cervelli e consentire almeno ad una parte dei giovani del Sud, che hanno fatto unesperienza lavorativa al Nord o allestero, di poter rientrare nella propria terra e mettere a frutto le competenze maturate.
Locandina.pdf Programma.pdf Scheda iscrizione.pdf
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