Progetto Cercatori di LavOro

16/03/2017
Facebooktwittergoogle_plusmail

Cercatori di LavOro: imparare dalle migliori pratiche del lavoro per il bene comune

Dare priorità al tempo significa occuparsi di iniziare processi più che di possedere spazi. Si tratta di privilegiare le azioni che generano nuovi dinamismi nella società e coinvolgono altre persone e gruppi che le porteranno avanti, finché fruttifichino in importanti avvenimenti storici. Senza ansietà, però con convinzioni chiare e tenaci. (Papa Francesco, Evangelii Gaudium)

La solidarietà più che un atteggiamento affettivo o individuale, è un modo di intendere e vivere l’attività e la società umana.  (Josè Bergoglio, 2013 Scegliere la vita – Educare 2: Proposte per tempi difficili)

Non bisogna pensare che questi sforzi non cambieranno il mondo. Tali azioni diffondono un bene nella società che sempre produce frutti al di là di quanto si possa constatare, perché provocano in seno a questa terra un bene che tende sempre a diffondersi, a volte invisibilmente. Inoltre, l’esercizio di questi comportamenti ci restituisce il senso della nostra dignità, ci conduce ad una maggiore profondità esistenziale, ci permette di sperimentare che vale la pena passare per questo mondo. (Papa Francesco, Laudato Si’, 212)

1. Il contesto

La questione del lavoro, fondamento della dignità della persona, si pone come una delle più drammatiche sfide per il nostro paese che, tra tutti quelli dell’Unione Europea, ha una quota di disoccupazione giovanile tra le più alte in assoluto e la maggiore percentuale di giovani che non lavorano né studiano (Neet): un vero e proprio spreco di energie e risorse per il futuro.

2. Le finalità del nostro progetto

Il progetto Cercatori di LavOro propone un cambiamento di “sguardo” (Laudato Si’, 12) nell’ottica del magis e della generatività: offrire ai vescovi e alle comunità ecclesiali locali, spesso alle prese con problematiche drammatiche e quasi irrisolvibili di povertà e assenza di lavoro da cui rischiano di essere travolte emotivamente, la gioia e l’ancoraggio a riferimenti di soluzioni possibili, elementi concreti di speranza, spunti per ulteriori sviluppi creativi in direzione di soluzioni adatte anche al proprio territorio al fine di rendere ragione della speranza che è in noi anche dal punto di vista delle soluzioni concrete per la dignità della persona e il bene comune.

Esistono nel nostro paese infatti persone (amministratori, imprenditori, educatori) che hanno trovato nelle difficoltà dei nostri tempi, e non in un lontano passato, delle soluzioni importanti ed originali al problema. Intendiamo con questa iniziativa aiutare i credenti impegnati e sensibili di ogni territorio ad individuarli, metterli a confronto e far risuonare la loro esperienza affinché sia d’ispirazione per altri.

3. La descrizione dell’iniziativa

Stimolare le realtà territoriali ecclesiali a conoscere il proprio territorio e ad identificare sullo stesso una pratica eccellente in materia di lavoro (intesa in due possibili direzioni quali-quantitative, ovvero come creazione di posti di lavoro e eccellenza in termini di qualità e senso del lavoro stesso alla luce della dottrina sociale della chiesa).

La tipologia proposta per l’individuazione delle migliori pratiche si rivolge ai tre seguenti ambiti:

  • Imprenditore/azienda eccellente nella creazione di posti di lavoro e nella qualità del lavoro (secondo gli indicatori tipicamente utilizzati oggi quali ricchezza di senso del lavoro, lavoro agile, conciliazione lavoro-famiglia, partecipazione dei lavoratori alle decisioni dell’azienda, sicurezza del lavoro, partecipazione agli utili, qualità delle relazioni sindacali, ecc.);
  • iniziativa di una pubblica amministrazione eccellente in tema di lavoro (inclusi interventi per chi è alla ricerca di lavoro o ha perso il lavoro che stimolano ricerca attiva ed aiutano il reinserimento sul mercato del lavoro);
  • iniziativa eccellente nel sistema scolastico e della formazione professionale in materia di inserimento lavoro

Il senso dell’iniziativa non è quello di una ricerca bibliografica (andando alle fonti un buon dottorando o ricercatore potrebbe fare il lavoro senza uscire di casa) ma quello di far incontrare le comunità ecclesiali con i protagonisti, stimolare un’analisi e riflessione critica dell’esperienza e far nascere attraverso incontro (vedasi allegato), confronto e dialogo nuove idee che possano essere generative sul territorio. Il valore dell’iniziativa dipenderà dunque dal movimento generato, dagli incontri realizzati e dalle idee innovative diffuse presso il più vasto numero di persone.

4. Le tappe e fasi della proposta

Il percorso viene avviato con l’individuazione in ciascuna diocesi da parte del vescovo e il successivo ”invio in missione” dei “cercatori di LavOro”, ovvero di coloro che nel proprio territorio saranno responsabili del percorso e dell’individuazione della buona pratica (fase uno). L’individuazione dei “cercatori di LavOro” verrà realizzata a partire dalle realtà ecclesiali più sensibili al tema (operatori del progetto Policoro, laici coinvolti nella pastorale sociale e del lavoro delle diocesi, credenti appassionati ai temi del lavoro e della giustizia).

I cercatori di LavOro, una volta inviati in missione, si metteranno in contatto con le realtà amministrative, di formazione e produttive del proprio territorio (sindacati, banche di credito cooperativo, associazioni di categoria) che li aiuteranno ad individuare la migliore pratica (fase due). Tra gli Enti ed organizzazioni referenti accompagnatrici vi saranno innanzi tutto le organizzazioni del mondo del lavoro di ispirazione cristiana (sindacati, Banche di Credito Cooperativo, Acli, Mlac, Mcl) e più in generale le istituzioni locali (Confindustria, Confcommercio, Confartigianato).

Una volta identificata la migliore pratica i cercatori dovranno incontrarla, raccontarla e valutarne le caratteristiche secondo la scheda proposta in Appendice. Sarà importante in particolare identificarne le caratteristiche di successo, le possibilità di riproducibilità dell’esperienza su altri territori nonché le esigenze eventualmente sollevate in materia di politica del lavoro dagli innovatori per aumentare le probabilità di successo di esperienze simili (fase tre).

Nella fase quattro i cercatori di LavOro confronteranno il loro vissuto e la loro esperienza con quelle analoghe raccolte in altri territorio in momenti laboratoriali di confronto a livello regionale e poi al laboratorio che organizzeremo nell’incontro nazionale di Cagliari. Dal confronto e dalla riflessione sulle esperienze potranno scaturire proposte per aumentarne la diffusione e la generatività nel Paese

Lungo tutto il percorso è previsto un accompagnamento dei media tradizionali e dei social media per far conoscere e disseminare le buone idee e le buone pratiche.

Questionario Cercatori di LavOro