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 Settimane Sociali - Dopo l'evento - Un cammino che continua... dopo Reggio Calabria 

Un cammino che continua... dopo Reggio Calabria   versione testuale

A Massafra presentato il Documento conclusivo della 46ª Settimana Sociale

Non era gremito il teatro comunale di Massafra Sabato 9 Aprile, ma le circa tre ore trascorse a pensare, riflettere, studiare e approfondire il Documento Conclusivo della 46ª Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, celebrata a Reggio Calabria nell'ottobre del 2010, sono state intensissime e salutari visto il clima di amicizia e di un rinnovato entusiasmo instauratosi.
 
Non poteva essere diversamente visto gli illustri relatori, Don Sario Chiarelli Responsabile Diocesano del Progetto Culturale della Chiesa Italiana e Vicario Foraneo di Massafra, il Prof.On Domenico Maria Amalfitano, i promotori dell'iniziativa, Vito Galante, Aldo Di Canio, Angelo Mendace e Franco Siciliano, e la splendida cornice di pubblico proveniente da tutti i paesi del versante occidentale tarantino. L'iniziativa dall'alto valore culturale e sociale non è la prima e si inserisce nel fitto calendario di appuntamenti promossi dalla Rete per la promozione e la difesa del Bene Comune. Non un’altra associazione ma un luogo dove le persone e le associazioni si incontrano per mettere in rete le proprie esperienze e arricchire la conoscenza, la condivisione e la responsabilità nell’agire quotidiano. Ispira la sua azione ai principi di solidarietà e sussidiarietà, al fine di tutelare la dignità della persona umana. Ha come punti di riferimento il Concilio Vaticano II e la Costituzione Italiana. Guarda prioritariamente all’area occidentale della Provincia Jonica (Massafra, Mottola, Palagiano, Palagianello, Castellaneta, Laterza e Ginosa) ma è aperta a ciascun Paese e al mondo intero. E’ una “missione” per aiutare a riflettere sulla missionarietà. Esprime l’insofferenza all’indifferenza e la voglia e il dovere di partecipare. Richiede l’adesione e il coinvolgimento personale secondo la propria indole, capacità e disponibilità convinti però che “l’agire insieme” reca un valore aggiunto. Utilizza il metodo dell’analisi, confronto e proposta, da cui può trarre sostegno il proprio agire familiare, professionale, ecclesiale, sociale e politico. Non è una fraternità ma agisce nella fraternità. Non c’era, ma vuole esserci come “il chicco di grano caduto in terra che produce molto frutto”. ( Gv.12,24). Ambizioso e ricco di speranza e entusiasmo il proposito di questo “luogo di discernimento”, definizione di Aldo Di Canio, dove sono confluiti, e certamente confluiranno, tanti “liberi e forti”; donne e uomini liberi di ri-cercare il bene e forti nell'essere perseveranti. Determinati perchè “ l'impegno sociale e civile è la strada privilegiata alla santità”, così Don Sario nel suo intervento introduttivo della serata, nonostante le difficoltà e lo scoraggiamento che ne può derivare. Illusi ? Forse, ma “una santa illusione è bene non abbandonarla”. Non certamente un ‘cenacolo di intellettuali’ ha tenuto a precisare Angelo Mendace, ma un “progetto di largo respiro, pensato da cristiani ma messo a servizio di tutti per sollecitare le nostre comunità, per confrontarsi con il Vangelo in mano al di là degli steccati politici, culturali, ideologici; perchè i valori hanno la precedenza e prevalgono su tutti i tipi di steccati”. Per tracciare anche nel nostro territorio, come è stato fatto a Reggio Calabria, “un'agenda di speranza” non certamente per superare l'irrilevanza dei cattolici ( se mai il problema è l'irrilevanza del cristianesimo) – così l'On. Amalfitano all'inizio del suo intervento - ma per affrontare l'attuale momento di difficoltà e di crisi nei confronti del quale si avverte un'insignificanza di risposte. In questa fase di infinita transizione – ha proseguito il professore - dove non c'è crisi di mezzi bensì crisi di fini e ragioni, dove tutto è liquido e non si solidifica nulla, dove vi è una esuberanza di discorsi e la democrazia viene sostituita dalla leadercrazia, dove tutti siamo insoddisfatti, denunciamo, elaboriamo diagnosi ma non riusciamo a trovare la giusta terapia, i cattolici sono messi di fronte alla storia e devono assumersi la responsabilità. Un po' come avvenne nel 1919 con Don Luigi Sturzo e la nascita del Popolarismo; i cattolici in quanto cittadini sono chiamati a ri-assumersi una nuova responsabilità, ovvero “riorganizzare la speranza, perseguire non tanto il “già” ma quanto il “non ancora””. Questo non è il tempo dei cristiani a pioggia, un po' di qua e un po' di là, è il momento di riscoprire una dimensione unitaria nella Chiesa e nella società; più che a una “forma partito” è il momento di elaborare un pensiero cristianamente ispirato superando una sorta di pigrizia cognitiva e intellettuale. E' il tempo di tornare al periodo della Costituente – sono parole ancora di Amalfitano - in cui sicuramente il risultato fu una fusione dei tre principali filoni di pensiero; socialista, liberale e cristiano, ma senza il personalismo cristiano la Costituzione Italiana non sarebbe mai venuta alla luce. Ritornare all'autenticità cristiana non per rivendicare e per rimanere in un atteggiamento autoreferenziale, ma per ri-orientare la società alla genuinità dei principi, dell'idea di Persona. La nuova questione sociale è la questione antropologica. Non ci possono essere i cristiani del “Signore, Signore” ma dobbiamo investire nelle competenze. Pertanto la nuova generazione di cattolici impegnati nel sociale e nel politico non può essere fatta solo di persone sensibili ma di persone competenti e questo proprio per difendere il bene comune.Unità, umiltà, responsabilità, competenza proprio come auspicato da due grandi uomini in questi due scritti letti a margine dell'incontro:“Uomini di poca fede, perché dubitate? Cercate di darvi da fare per superare la tempesta. Cercate di vincere lottando e non di perdere lamentandovi. Fate ognuno il vostro dovere e non continuate a questionare fra voi per chi deve primeggiare sugli altri. Solo chi confida nel Signore potrà superare il proprio orgoglio. Solo chi sacrifica se stesso per gli altri vince anche perdendo. Solo trionfa chi alla menzogna preferisce la verità. All’egoismo l’amore, alla servitù della materia la libertà dello spirito. Vogliatevi bene, siate buoni, pensate al cielo. Pregate. !!!”Don Luigi STURZO
“ Credo che nessuna persona da solo possa vincere l’ostacolo che è dinnanzi a noi; dobbiamo vincerla insieme nella nostra concordia, nella nostra solidarietà, nella nostra consapevolezza; noi procediamo insieme, credo concordando, se è necessario in qualche momento anche discordando, ma con Amicizia.”Aldo Moro.
 
Domenico SAVINO
CENTRO INTERNAZIONALE STUDI LUIGI STURZO
DIOCESI DI CASTELLANETA
 
 
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