Educare, giorno dopo giorno 
Il contributo degli scout cattolici
Pensiero e azione, analizzare la realtà e delineare prospettive. Segue questo doppio binario il contributo che gli scout dell’Agesci (Associazione guide e scout cattolici italiani) vogliono dare alla prossima settimana sociale dei cattolici italiani. Lo spiega Alberto Fantuzzo, presidente nazionale dell’Associazione assieme a Paola Stroppiana, che intervistiamo poco dopo l’incontro con cui Edoardo Patriarca, segretario del Comitato Scientifico e Organizzatore delle Settimane Sociali, ha presentato al Consiglio nazionale dell’Agesci il “biglietto d’invito” e il cammino che condurrà alla definizione di un’Agenda di speranza per il futuro del Paese.
La prossima Settimana Sociale intende coinvolgere tutta la società civile, nessuno escluso, e a tutti si rivolge il cammino preparatorio. In tale prospettiva, qual è il contributo specifico che può dare l’Agesci?
Innanzitutto un’analisi della situazione. Abbiamo un osservatorio particolare - il mondo giovanile - attraverso il quale vediamo alcune aree critiche e possiamo capire cosa c’interpella maggiormente oggi. In secondo luogo vogliamo contribuire a definire delle prospettive d’impegno, delineando le situazioni da affrontare, gli interlocutori, quelle che per noi sono le priorità… Per ora siamo alla fase dell’analisi, poi, all’inizio del 2010, prepareremo un documento da offrire a quanti s’impegnano in questo cammino di preparazione e discernimento come nostro specifico contributo.
C’è qualche criticità che sta emergendo con particolare forza?
La questione educativa, emergenza che peraltro viene oggi segnalata da molti, e che noi vediamo in stretto collegamento con la realtà della famiglia nel contesto odierno. Le criticità dei giovani sono le medesime degli adulti, i quali hanno per primi la responsabilità di questa emergenza educativa.
E quali prospettive proporrete in proposito?
E’ ancora presto per parlarne. Bisogna recuperare anzitutto la dimensione dell’ascolto, altrimenti si rischia di sbagliare approccio. Quali sono le sfide? Quali i luoghi dove essere propositivi? Se partiamo da nostri presupposti, e non da un effettivo ascolto quotidiano, non riusciremo a cogliere le reali emergenze e a proporre risposte convincenti.
Dunque, restare in contatto con la realtà giorno dopo giorno…
E’ nel vissuto quotidiano che passano i contenuti educativi. Non possiamo pensare a un’educazione “a spot”, limitandoci ad alcuni grandi eventi, a picchi di emotività. Bisogna recuperare la capacità di stare a fianco di chi vogliamo educare passo dopo passo, ogni giorno.
Una caratteristica tipica degli scout…
Sì, è il carisma proprio della nostra proposta. Stare a fianco dei giovani nella loro crescita, ogni giorno, siamo convinti sia un modo ancora valido di fare educazione.
(Francesco Rossi)
3 novembre 2009
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