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Settimane Sociali

A Reggio Calabria il “Cantiere della passione politica”

A Reggio Calabria il “Cantiere della passione politica”

“Una piccola esperienza… però è quello che ci vuole”. Con la sobrietà di chi lavora sul lungo periodo, Magda Galati, direttore dell’Istituto Superiore di Formazione Politico-Sociale “Mons. A. Lanza” di Reggio Calabria, ha raccontato il “Cantiere della passione politica” — nato nel 2022 nella diocesi Reggio Calabria-Bova — al 4° Seminario nazionale dei referenti diocesani della Formazione all’Impegno Sociale e Politico (FISP), promosso a Roma il 26 giugno scorso dall’Ufficio nazionale CEI per i problemi sociali e il lavoro sul tema “Il dialogo che fa crescere”.

L’avvio del “Cantiere” risale all’insediamento del nuovo Vescovo. Dopo i primi incontri con sindaci e amministratori locali, il presule chiese a un piccolo gruppo di referenti ecclesiali — direttore dell’Istituto, segretario della Consulta per le aggregazioni laicali, direttore dell’Ufficio della Pastorale sociale — di costruire un percorso comune. “Vengono invitati tutti i sindaci”: del centro di Reggio, dei comuni dell’entroterra, della costa ionica e tirrenica. Il primo incontro, al monastero della Visitazione, è stato “una novità assoluta”. Il metodo è cresciuto nel tempo. Cinque incontri annuali da ottobre a maggio, più una residenziale a settembre in montagna, a Gambarie. Dopo la Settimana Sociale di Trieste è entrato in scena il metodo elaborato da Giovanni Grandi: “Rendiamo più sintetici e anche più positivi i lavori di gruppo. In particolare, è importante questo: non prevalere, ma convalidare, perché la cosa più difficile nei gruppi era quella non solo di non far intervenire l’uno sull’altro, ma di non far prevalere delle proposte rispetto ad altre”.

È nata anche la prima “Piazza della democrazia” locale, sull’autonomia differenziata, accompagnata da un concerto serale e da un trekking, “tutte modalità per consentire una maggiore partecipazione, assieme a una leggerezza nell’affrontare temi anche di una certa profondità”.
Particolarmente fecondo il lavoro con i piccoli comuni: “I sindaci e gli amministratori dei piccoli comuni sono stati quelli che più di tutti hanno partecipato e continuano a partecipare. (…) È prevalsa l’idea di realizzare qualcosa in comune”. Bandi consorziati, condivisione di servizi, attenzione ai paesi che — come Camini, oltre il più noto Riace — hanno saputo accogliere e integrare i migranti. “Forse posso dire che in qualche modo c’è una maggiore umanità, in quanto il comune piccolo fa sì che forse quel senso di comunità (…) si possa più facilmente ricucire”.

Sul versante giovanile il “Cantiere” è andato nelle scuole, anche in collaborazione con progetti Erasmus, e ha attivato sondaggi preparatori agli incontri residenziali. Restano due sfide aperte. La prima: l’uso dei beni ecclesiastici non utilizzati. “Si è iniziato da un censimento dei beni per vedere se si riesce, proprio perché i giovani amano (…) agire”. La seconda: i patti tra cittadini e amministrazione, sulla scia di Trieste.

Andrea Canton