“Il gioco d’azzardo è l’anticamera dell’usura”. A dirlo è Nello Tuorto Jossa, direttore generale di Finetica Onlus, organizzazione iscritta nell’elenco del Ministero dell’Interno tra le realtà antiusura e antiracket, e riconosciuta dal MEF come ente gestore del Fondo di prevenzione dell’usura. Con sede a Napoli e operatività nazionale, Finetica lavora con chi è già vittima dell’usura e con chi potrebbe diventarlo: persone sovraindebitate, segnalate in Centrale Rischi, cattivi pagatori, protestati. “Solo tramite organizzazioni come la nostra – spiega – queste persone possono essere riammesse al credito legale. Altrimenti avrebbero come unica spiaggia gli usurai”. “Noi raccogliamo tanti casi di famiglie o persone che non riescono ad accedere a cifre modeste: 5.000, 7.000, 10.000 euro per mettere l’apparecchio al figlio, il busto alla figlia, affrontare un lutto, una malattia, o rifare i bagni di casa. Questi bisogni, se non trovano risposta nel credito legale, diventano terreno fertile per gli strozzini, che si prendono la vita delle persone”.
Il tema è anche politico. “La Costituzione riconosce l’attività creditizia. Le banche raccolgono i risparmi e dovrebbero investirli sulle famiglie e sulle imprese. Ma oggi preferiscono fare investimenti finanziari piuttosto che dare credito alle famiglie o alle microimprese. Vogliono guadagnare sicuro”. A farne le spese sono soprattutto le attività sotto i due milioni di fatturato, con meno di dieci dipendenti: “Proprio quelle che più avrebbero bisogno di sostegno”. Secondo Tuorto Jossa, “quasi il 20% della popolazione attiva è esclusa dal sistema finanziario legale. Se sommiamo i poveri assoluti, quasi sei milioni secondo la Caritas, e i poveri relativi, arriviamo a circa dieci milioni”. A questo si aggiunge l’uso massiccio degli algoritmi: “Non ti incontrano più in banca. Immettono i dati, e quando si accende la lucina rossa, vuol dire che non ci puoi manco entrare”.
Finetica insiste anche sull’importanza dell’educazione finanziaria, soprattutto per le nuove generazioni. “Cerchiamo di aiutare i ragazzi ad avere un rapporto proattivo e prudente con il denaro. Ma oggi arrivano molte sollecitazioni online, soprattutto sul fronte del gioco. I ragazzi passano dal gioco ludico al gioco d’azzardo online come se niente fosse”. Le conseguenze sono gravi: “Il gioco d’azzardo online crea dipendenza. Come la droga e l’alcol. E porta i giovani a indebitarsi, rubare in famiglia, cadere in comportamenti devianti. Le comunità per minorenni ludopatici praticamente non esistono, e i Sert non hanno competenze specialistiche sul gioco d’azzardo”. Finetica ha rapporti con varie Caritas diocesane e con il mondo ecclesiale. “Siamo un’associazione di ispirazione cattolica. Partecipiamo in varie diocesi tra le aggregazioni laicali. Le parrocchie sono un punto di riferimento fondamentale. Guardiamo con interesse al progetto che la CEI, la Caritas nazionale e cinque fondazioni antiusura stanno avviando, per rilanciare l’esperienza del Prestito della Speranza”.
Sul piano istituzionale, Tuorto Jossa segnala un passaggio cruciale. “Con l’ultima legge finanziaria è stata introdotta una modifica per far partire il microcredito sociale. Serve solo il decreto attuativo. Se parte, può diventare uno strumento potentissimo per l’inclusione finanziaria”.
Andrea Canton

