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Settimane Sociali

Don Bignami: “Mai persone sole al comando”

Don Bignami: “Mai persone sole al comando”

“Mai persone sole al comando, persone che pensano ‘io ho le soluzioni’; con chi lo faccio, sempre”. Don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro, ha consegnato così una delle indicazioni più nette del 4° Seminario nazionale dei referenti diocesani della Formazione all’Impegno Sociale e Politico (FISP), tenutosi a Roma il 26 giugno scorso sul tema “Il dialogo che fa crescere”. Lo ha fatto dopo la restituzione dei tre tavoli laboratoriali — dedicati all’ascolto, al disaccordo e alla decisione — e dopo un giro di interventi in cui ciascun partecipante è stato invitato a portare a casa “una sola parola”, con il verbo “più che l’oggetto”. Tre i nodi sciolti dal direttore CEI. Il primo è quello dello stile: “Non rassegnarsi davanti alle cose, ma prendere l’iniziativa. (…) A volte è veramente disarmante, nel senso negativo: la paura di abitare le realtà, anche quelle conflittuali”. Il secondo è la passione di “far partire delle cose” e “tessere reti”, allargando il gruppo dei collaboratori. “Non è possibile pensare forse a un La Pira senza Dossetti a fare le proposte. C’è bisogno del coraggio di La Pira e della mediazione di Dossetti, c’è bisogno dell’intuizione di Moro”, ha aggiunto, richiamando la relazione mattutina di Agostino Giovagnoli.

Centrale, nelle conclusioni, il richiamo alla recente enciclica di Papa Leone Magnifica humanitas (n. 220). Il dialogo, vi si legge, “è una dimensione ordinaria della vita umana e non riguarda soltanto le relazioni tra gli Stati”; si tratta di acquisire “un’attitudine a costruire legami di fraternità, fatti di ascolto, di sguardi sinceri, di tempo dedicato, persino di tempo perso insieme”. Su questo punto Bignami ha avvertito di un rischio osservato nel cammino sinodale: “Bisogna camminare con le persone evitando di bloccare i processi”. Citando Papa Francesco, don Bignami ha ricordato che il dialogo cresce “facendo cose insieme”, come avvenne in Costituente: “Astrattamente forse non si trovavano elementi in comune, ma la necessità di realizzare qualcosa ha portato a questo”.

Un secondo annuncio operativo ha riguardato il Progetto Policoro, che dal 1° gennaio 2027 cambierà nome in “Generazioni in rete”. Le diocesi aderenti potranno scegliere fra tre ambiti di formazione per i giovani: aree interne; startup, anche a partire dalla gestione dei beni ecclesiastici; formazione all’impegno sociopolitico. A livello nazionale, ha precisato don Bignami, è prevista “una formazione particolare agli animatori di comunità per le diocesi che scelgono questo ramo”.

Terza indicazione, di metodo: condividere con il livello nazionale i programmi formativi diocesani (psl@chiesacattolica.it) per poter fare da “connettori” fra diocesi che lavorano su temi affini.

Sul fronte dei contenuti, l’orientamento per il 2026-27 è chiaro: grande priorità verrà data alla Magnifica humanitas. “Dobbiamo far conoscere un testo, ma non solo: approfondirlo ed entrarci dentro”. Sempre attuali rimangono i temi delle aree interne e della Nota pastorale sulla pace della CEI.

Andrea Canton