Al cuore della Democrazia

Settimane Sociali

Nel Triveneto la democrazia non è una teoria: è un bar, un festival, un patto

Nel Triveneto la democrazia non è una teoria: è un bar, un festival, un patto

Un bar riaperto da 188 soci. Una consulta di giovani che organizza festival. Un patto educativo firmato da parroco, sindaco e dirigente scolastica. Non utopie: realtà che esistono già nel Triveneto. Sono il “dopo Trieste” – ciò che le Diocesi del Nord-Est hanno costruito nei diciannove mesi successivi alla 50ª Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, svoltasi a luglio 2024 nella città giuliana sul tema “Al cuore della democrazia”. Sabato 14 febbraio i delegati delle pastorali sociali del Triveneto si sono ritrovati all’Opera della Provvidenza Sant’Antonio di Padova, struttura fondata dalla diocesi negli anni Cinquanta per le persone con disabilità: un luogo scelto non a caso per una giornata che voleva mettere al centro la partecipazione come capacità concreta di includere e di fare insieme. Nel pomeriggio, dagli stand delle buone pratiche, le risposte più eloquenti. A Maniago, in provincia di Pordenone, il bar storico del paese era chiuso da anni. Qualcuno ha convocato un’assemblea. La gente è venuta numerosa. Da quell’incontro è nata la cooperativa di comunità “Libri Insieme”: 188 soci, tre dipendenti, un bar riaperto a Pasqua 2025. Slogan: “Un paese dentro il bar”. In pochi mesi: cena sotto le stelle con 160 persone, la festa delle contrade ferma da decenni, i mercatini di Natale con i ragazzi del catechismo.
A Mareno di Piave la Consulta dei Giovani del comune, nata a gennaio 2025, ha organizzato un festival musicale per riempire la piazza e un percorso sull’affettività per adolescenti. Una dei promotori: “Anche nei comuni piccoli c’è sempre qualcuno che vuole partecipare. Chiedete in giro”. A Casale sul Sile un parroco ha lavorato in cabina di regia con Comune e scuole per un Patto Educativo di Comunità rivolto agli adolescenti: un documento firmato da tutti, che fissa obiettivi condivisi e risponde collettivamente alle emergenze educative. Nella Pedemontana del Grappa, dieci comuni insieme hanno avviato laboratori artigiani estivi gratuiti per ragazzi in povertà educativa, con accompagnamento emotivo. A Verona la pastorale sociale ha affiancato i giovani nel passaggio al mondo del lavoro, con la dottrina sociale come bussola e testimonianze di professionisti credenti. Nel Distretto del Legno, tra le diocesi di Concordia-Pordenone e Vittorio Veneto, 178 studenti di un istituto professionale hanno risposto a un questionario: per loro “equilibrio vita-lavoro” e “sicurezza” vengono prima di tutto – dato prezioso che indica da dove cominciare il dialogo. La Cooperativa Titoli Minori ha rigenerato immobili in disuso per creare appartamenti di vita autonoma per persone con disabilità nel Veneto.
Il filo che unisce queste storie è stato tracciato al mattino da Sebastiano Nerozzi, docente alla Cattolica di Milano e membro del comitato scientifico delle Settimane Sociali: “A Trieste eravamo quasi 1200 delegati. Quarantaquattro laboratori della partecipazione, 19 raccomandazioni e 230 proposte molto specifiche”. Il tema emerso con più forza in quasi tutti i gruppi: il bisogno di passare dall’“io” a un “noi inclusivo” – che apre invece di chiudersi. Poi: formazione esperienziale, non teorica; ascolto come punto di partenza; coprogettazione con le istituzioni; spazio reale ai giovani. “Non bastano gli eventi”, ha detto Nerozzi. “Serve un processo. E i processi richiedono tempo, fatica e un cambio di mentalità”. A livello nazionale la Rete di Trieste – nata dall’incontro di 80 amministratori cattolici delegati alla Settimana Sociale – conta oggi circa mille persone di schieramenti diversi, che si confrontano su temi trasversali cercando uno stile politico nuovo.
Altro sviluppo del dopo-Trieste è il Codice per la Nuova Europa: un documento di circa 120 articoli costruito attraverso un processo partecipativo con oltre 120 esperti, ispirato all’appello del cardinale Zuppi nel 2023 per un “Codice di Camaldoli per l’Europa”. Tocca fondamenti etici, istituzioni e politiche concrete. E affronta il grande tema della pace in un’epoca in cui il riarmo è tornato all’ordine del giorno europeo. A chiudere la giornata monsignor Michele Tomasi, Vescovo di Treviso, ha riletto una frase del documento preparatorio della Settimana Sociale: “Prima ancora di essere una forma di governo, la democrazia è la forma di un desiderio profondamente umano: quello di vivere insieme volentieri”. Il suo invito: fare da moltiplicatori nelle proprie diocesi, tentare senza scoraggiarsi, narrare le cose belle che già esistono. “Sappiamo già dove andare. Andiamo avanti”.

Andrea Canton