In Sicilia, il documento Perfino più di un partito. Le nostre idee, le nostre proposte della Rete di Trieste è stato presentato in diverse città grazie anche all’impegno di Margherita La Rocca Ruvolo, sindaca di Montevago e deputata al Parlamento regionale siciliano: “Abbiamo fatto un programma che vede un po’ tutta l’Italia coinvolta. Insieme a Giuseppe Mattina stiamo coordinando le iniziative per la Sicilia. Abbiamo scelto Catania, Caltanissetta e Palermo per poi continuare in tutte le province”. “Da cristiani e da amministratori ci siamo messi insieme, partendo dal basso”, chiarisce La Rocca Ruvolo. “Noi vogliamo ripartire dal basso e proporci come modalità di essere servizio. Non vogliamo convincere nessuno, noi vogliamo dialogare. La Rete vuole dialogare, non guardare ai politici, alla politica in senso partitico, ma portare il proprio contributo. Lo faremo con un unico comune denominatore: essere cattolici, avere impostato la nostra vita – non solo personale, ma anche sociale – all’insegna di Cristo”.
Tra le cinque macroaree del documento, quella giovanile è centrale: “a me sta più a cuore intanto i giovani, perché è un tema importante. I giovani dalla Sicilia, dal Meridione vanno via. Ci vogliono delle politiche attive perché questa emorragia venga frenata”. Ma non è l’unico punto critico. “Lo spopolamento delle aree interne è un po’ la conseguenza del primo”, osserva. “E poi il green. Noi stiamo subendo per ora l’invasione del fotovoltaico, dei pannelli, soprattutto non considerando quali sono i territori idonei e non idonei per questi impianti”.
Il nodo della partecipazione si lega a quello della speranza. “La partecipazione è l’elemento trainante: tu ti devi sentire coinvolta. E per coinvolgere una persona devi prendere quello che ti vuole offrire”. L’esperienza concreta nel suo Comune passa anche per il dialogo con gli anziani: “abbiamo dei laboratori di pittura, con la possibilità di usare il tablet. Gli anziani lo stanno apprendendo venendo due volte alla settimana in biblioteca e stando accanto ai giovani, non da soli. Questa è la speranza: mettere insieme generazioni diverse”.
“Senza la speranza – conclude – non si va da nessuna parte. È quella fiammella che ti fa dire: ne vale la pena. E io penso che questa scommessa con la Rete di Trieste sia una scommessa per dire: ne vale la pena”.
Andrea Canton

