Circa sessanta persone hanno partecipato, lo scorso 5 aprile, al webinar promosso dall’Associazione Nuova Camaldoli per proseguire il cammino avviato nel luglio 2023, durante l’ottantesimo anniversario del Codice di Camaldoli. A quell’occasione, il cardinale Zuppi aveva lanciato l’idea di un “nuovo codice” per l’Europa, capace di restituire al continente la propria “anima”, la sua vocazione originaria alla pace e alla solidarietà tra i popoli. L’incontro del 5 aprile si è posto in continuità con quell’appello, avviando concretamente un processo condiviso per redigere un manifesto di valori e proposte per “l’Europa che vorremmo”.
L’incontro, introdotto da Paolo Magnolfi, presidente dell’Associazione Nuova Camaldoli, ha visto il coinvolgimento di numerosi intellettuali, studiosi, rappresentanti di associazioni, movimenti e istituzioni ecclesiali, con interventi di Stefano Zamagni, Luigi D’Andrea (MEIC), Mauro Ceruti, Daniel Innerarity, Giulio Guarini, Marcello Signorelli, Lorenzo Franchini, Massimo Miglietta, Laila Simoncelli, Mons. Luigi Renna, Antonio Magliulo, Paolo Magnolfi, Antonella Mannini, Antonio Maria Baggio, Daniela Ropellato, Maurizio Certini, Davidia Zucchelli, Giandiego Gatta (Argomenti 2000), Silvio Minnetti e Pietro Giovannoni.
Il percorso, sostenuto anche dal Comitato scientifico delle Settimane Sociali, si è sviluppato attraverso una consultazione preliminare aperta, che ha permesso di raccogliere contributi da tutto il mondo cattolico italiano. Una sintesi delle risposte è stata presentata da Antonella Mannini, seguita da una proposta di indice richiamato nei suoi aspetti essenziali da Antonio Magliulo: si tratterà di un manifesto, non di un programma, fondato su principi ispiratori più che su dettagli operativi, ma capace anche di offrire alcune linee di proposta intorno ai nodi strategici che riguardano il futuro dell’Europa.
Tra i temi emersi con forza: la necessità di una Europa che non parli solo di deterrenza, ma torni, attraverso la diplomazia, ad essere protagonista della pace; l’urgenza di una riflessione economica che tenga conto delle crescenti disuguaglianze; l’importanza della questione ambientale, che rischia di essere messa tra parentesi; e infine una visione culturale e politica che parta dai territori e dalla vitalità delle città.
Sebastiano Nerozzi, segretario del Comitato scientifico delle Settimane Sociali, ha espresso con convinzione il sostegno al cammino intrapreso: “abbiamo visto in questo percorso una felice continuità con la Settimana Sociale di Trieste. Più che occupare uno spazio, l’Associazione Nuova Camaldoli ha cercato di avviare un processo, invitando fin dall’inizio le principali realtà del mondo cattolico italiano che potranno dare il loro contributo alla scrittura del documento”.
Andrea Canton

