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Comunità Energetiche Rinnovabili: indicazioni operative

Ad un anno dalla 49ª Settimana Sociale di Taranto dell’ottobre 2021, il Tavolo tecnico istituito presso la Segreteria Generale ha diffuso alcune indicazioni operative riguardanti la costituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).
Il Tavolo tecnico, formato dall’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro, dall’Ufficio Nazionale per i problemi giuridici, dall’Economato e Amministrazione, da Caritas Italiana e dal Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani, ricorda che le CER sono un nuovo soggetto giuridico composto da un gruppo di singoli che decidono di autoprodurre, accumulare e scambiarsi energia generata da fonti rinnovabili, nello spirito di una vera comunità e aprendo a nuove esperienze e modelli di sviluppo economico, sostenibile e partecipato. Le CER possono rappresentare anche una risposta alla povertà energetica che ha colpito famiglie e persone fragili nel nostro Paese e favorire la creazione di legami comunitari solidali nella rete territoriale civile ed ecclesiale.
In attesa della promulgazione dei Decreti attuativi (previsti dal D.Lgs. 199/2021), è attualmente in vigore il “regime transitorio” delle Comunità Energetiche Rinnovabili che limita la dimensione CER agli utenti che sottendono alla stessa cabina di trasformazione MT/BT (Media Tensione/Bassa Tensione) e fissa a 200 kW il limite massimo per l’impianto di singola generazione. Quando saranno promulgati i Decreti attuativi, invece le utenze aggregate potranno arrivare fino alla cabina MT/AT (Media Tensione/Alta Tensione). Tali cabine indicativamente servono 2-3 Comuni oppure 2-3 quartieri di grandi città. Inoltre, il singolo impianto potrà arrivare fino a 1 MW in termini di quota che riceve l’incentivo diretto rispetto all’energia condivisa.
È comunque opportuno, fin d’ora, studiare la possibilità di creare nuove CER, che dovranno avere la forma giuridica di un “ente partecipativo”: associazione, fondazione di partecipazione oppure cooperativa. Il suggerimento è quello di costituire un ente con personalità giuridica – come una fondazione o un’associazione riconosciuta – in modo tale che i componenti non siano responsabili in solido delle obbligazioni contratte dall’Ente. Dal Tavolo tecnico arriva anche la raccomandazione alla cautela nel coinvolgimento da parte di partner privati e ad ottemperare alla richiesta di autorizzazioni civili presso le competenti soprintendenze del Ministero della cultura quando sono coinvolti beni culturali.

La Conferenza Episcopale Italiana ha costituito un Servizio di Assistenza e Consulenza:
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