“Tutto è connesso. Ce lo siamo ripetuti all’infinito, alla Settimana sociale di Taranto e nelle centinaia di incontri nei quali l’impegno per la transizione ecologica, con la costituzione delle comunità energetiche, con la promessa di andare verso l’uso di energia pulita. È stata l’espressione di una responsabilità che come esseri umani e cristiani sentiamo verso il futuro. Ma ora la lezione ritorna, non in un convegno, ma sotto i cieli infuocati dalle temperature tropicali e da eventi devastanti mai visti nel nostro Paese, nei roghi spesso appiccati da persone folli e rancorose, nella sofferenza di famiglie e persone fragili che soffrono per mancanza di tutto, anche di un ambiente fresco ed abitabile. Persino l’incendio in un aeroporto strategico come quello di Catania ci mostra che le fragilità di alcune infrastrutture contribuiscono ad un mix nel quale a pagare è il presente e il futuro diventa incerto”. Lo afferma Mons. Luigi Renna, arcivescovo di Catania e presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali. “Non potevamo dire di non sapere: da tempo attendiamo i decreti attuativi per le comunità energetiche e delle misure che favoriscano una transizione ecologica che non si può rimandare e che vedrà i suoi frutti, solo se inizia adesso, fra qualche anno. Cosa aspettiamo?”, si domanda l’arcivescovo sottolineando che “lo stato di calamità riguarda ormai ogni stagione dell’anno, nella pretesa che vogliamo vivere da sani in un mondo malato, come ci ha ricordato papa Francesco”. “La lezione che il grido della terra ci dà, e quello dei tanti poveri che perdono la vita e i loro beni, è grande. Continueranno omissioni, ritardi, emergenze si ciò che è prevedibile. Noi – conclude – abbiamo fiducia che nella coscienza di tutti ci sia spazio ancora per l’amore del prossimo”.
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