Al cuore della Democrazia

Settimane Sociali

Rapporto Italia Generativa. Magatti: “Serve un patto tra le generazioni”

Rapporto Italia Generativa. Magatti: “Serve un patto tra le generazioni”

L’Italia non cresce, i giovani sono pochi e sfiduciati, lontani dalla politica, esposti alle fragilità di quest’epoca storica. Il Rapporto Italia Generativa 2023, presentato a Roma nelle scorse settimane e consultabile sul sito www.italiagenerativa.it, è uno degli spunti più preziosi nel cammino di preparazione verso la Settimana Sociale di Trieste, dedicato a partecipazione e democrazia con uno sguardo speciale alle giovani generazioni.
Il Rapporto – realizzato da ARC, Università Cattolica e IFEL, promosso da Generatività e Genialis con il patrocinio di INPS e con il sostegno di Fondazione Unipolis – si intitola “Via dalla gabbia (semi)dorata. Riaprire il futuro delle nuove generazioni”. Mauro Magatti, Ordinario di sociologia generale all’Università Cattolica e già componente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali, spiega: “Il rapporto mette in comparazione la situazione dei giovani italiani e europei su una serie di parametri come il lavoro, l’accesso alla casa, i percorsi formativi, i problemi relazionali e le dipendenze. Non si basa su sondaggi, ma su dati ufficiali”. Numeri per lo più impietosi. “La situazione italiana, nella stragrande maggioranza degli indicatori – aggiunge – non è buona. L’Italia è spesso nelle posizioni mediane, ma frequentemente anche nella posizione bassa della classifica europea per la lenta crescita economica e il lento sviluppo degli ultimi trent’anni”. Dati da guardare non con pessimismo, ma con realismo: “È necessario che il Paese si renda conto del problema – spiega Magatti – in questo momento le condizioni sono tali per cui se un giovane o una giovane tra i 25 e i 30 anni guarda solo al proprio interesse, per lui o per lei sarebbe ‘razionale’ andare via dal Paese”. La disaffezione verso la politica e più in generale la partecipazione alle aggregazioni sociali non sorprende: “I giovani non considerano la politica un soggetto in grado di lavorare per creare quelle condizioni di contesto necessarie perché un giovane o una giovane possa guardare al futuro con serenità e ottimismo”. Non necessariamente una disaffezione verso la democrazia, ma “un senso di scoramento rispetto alla capacità della politica di avere un ruolo positivo nell’organizzare la società”.

Sono quattro i debiti con cui l’Italia deve fare i conti: il debito finanziario pubblico, il debito demografico, il debito formativo e il debito ambientale. Servono “azioni straordinarie”. “La conclusione del rapporto – rileva Magatti – è che non bastano le azioni ordinarie o i piccoli aggiustamenti, ma serve un patto tra le generazioni per affrontare le grandi trasformazioni che abbiamo davanti”. La cultura della sostenibilità, insomma, ma anche la digitalizzazione, le sfide dell’Intelligenza artificiale, il rilancio del senso di partecipazione: perché si possa fare davvero un passo in avanti serve un patto tra le generazioni, con ricadute concrete. “Serve – afferma il docente – la creazione di un fondo di sostegno dell’economia reale che guardi alla trasformazione legata alla sostenibilità, naturalmente con particolare attenzione ai giovani”, convogliando in esso il risparmio privato. Un’operazione che ricalca lo spirito con cui il mondo cattolico – con le banche popolari e il credito cooperativo – affrontò le sfide dell’epoca tra fine Ottocento e inizio Novecento: “Dobbiamo inventarci qualcosa del genere perché il sistema bancario, oggi, in larga parte non svolge più il ruolo di intermediazione tra risparmio privato ed economia reale”.
Sul fronte della politica, va accresciuto il “peso” della popolazione giovanile, per cui non è più tabù considerare l’abbassamento dell’età di voto a 16 anni, ma anche istituire le “quote verdi” dedicate ai giovani “non solo nelle assemblee elettive, ma anche nei consigli di amministrazione delle società e delle associazioni”. Il rischio, altrimenti, è che anche la “democrazia sia trascinata da questa trasformazione demografica” con un peso eccessivo delle generazioni “mature”. Ai partecipanti giovani della prossima Settimana Sociale – almeno un terzo per statuto tra i delegati delle diocesi – Magatti suggerisce di mettere in valigia “la capacità di pensare il futuro. Davanti abbiamo grandi sfide, entusiasmanti per chi si affaccia alla vita”.

Andrea Canton